Sono sempre stata affascinata dai manufatti di uso comune che risultano semplici e sostenibili, e per questo, in un certo senso, anche sofisticati. Il furoshiki è il tipico involucro di stoffa giapponese, tradizionalmente utilizzato per trasportare oggetti, piccoli e grandi, oppure per impacchettare doni.

È un quadrato di stoffa che viene piegato e annodato in base all’oggetto da contenere. Le piegature e i nodi creano disegni di volta in volta diversi, che si sovrappongono alla decorazione della stoffa. Per questo motivo ho studiato un pattern che non avesse un verso o una direzione, in modo da risultare sempre visibile, qualunque sia l’annodatura scelta.

Il pattern nasce dall’interazione di due elementi diversi, le foto del maestro giapponese Ogawa Kazumasa, e alcune pennellate tracciate a mano con inchiostro su carta. Ho scelto dei colori delicati e in un certo modo femminili, per rendere omaggio alle geishe ritratte da Kazumasa.
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