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Sistemi di identità visive
Si tende a pensare l’identità visiva come un singolo elemento, spesso confondendola con un semplice logo, quando in realtà si tratta di un sistema complesso. In esso infatti convivono molti elementi, non solo logo e palette colori: un’identità visiva è linguaggio unico e articolato, la cui costruzione richiede metodo e ricerca.
Quando progetto un’identità visiva, il mio lavoro inizia sempre dall’ascolto. È fondamentale quanto l’analisi dei valori, del target e del posizionamento di un brand.
Mettendo insieme questi elementi avviene poi la magia: analisi e ricerche sono trasposti in un linguaggio visivo unico e articolato, attraverso cui si esprime la vision di un marchio.
Identità visiva Crowdfunding Civico
Progetti editoriali
È questa l’attività che più di tutte mi definisce: per molti sono “quella che sa tutto sulla carta”. Progetto libri fotografici e illustrati, magazine e pubblicazioni per enti culturali, cataloghi di prodotto, report aziendali e molto altro. Ma non solo su carta, anche in digitale: se la materialità di un supporto fisico può rafforzare la percezione di qualità, il digitale apre le porte a una sperimentazione diversa, da giocare soprattutto su interattività e navigazione intuitiva.
Dopo tanti anni immersa in questo mestiere, trovo più corretto dire che traduco storie in esperienze di lettura, talvolta poetiche o concettuali, altre più funzionali o informative, ma sempre in linea all’identità dei brand per cui lavoro.
Ho iniziato il mio percorso progettando layout per siti web e libri di architettura. Fin da subito ho appreso i processi del design dell’informazione: struttura, gerarchie e ritmo visivo. È su questi principi che si basa una buona narrazione, prima ancora di arrivare alla scelta dei materiali e dei supporti.
Oggi mi occupo inoltre di formazione, insegnando progettazione grafica e legatoria, disciplina artigianale legata al mondo del libro.
Il design e il suo doppio, a cura di Marco Petroni e Giovanni Innella
Pattern per superfici di design
Partendo dal gesto a mano libera, dall’inchiostro e dal colore su carta, nascono pattern originali pensati per superfici tessili e di design.
Inoltre, dalla mia passione per la legatoria artistica, nasce la mia ricerca di recupero e riadattamento di tecniche di decorazione della carta, antiche e moderne, storicamente utilizzate per la produzione di libri.
Da questi esperimenti personali emerge il mio immaginario e la mia poetica, a metà tra il segno analogico e il collage digitale.
I disegni vengono ottimizzati per diverse applicazioni, mantenendo però il carattere del tratto manuale. Così facendo i pattern conservano un’aura analogica, ma sono pronti per l’utilizzo in collezioni coordinate, progetti editoriali e prodotti su larga scala.
Furoshiki, Omaggio al fotografo Ogawa Kazumasa
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